Assia

È la storia di una scelta. Quella più facile che il destino compie indicandoti un sentiero, anche se ripido e dissestato. E quella coraggiosa, anzi a volte eroica o folle, di seguire la propria passione, studiando, lavorando, mettendosi continuamente alla prova. Non c’è momento, nel suo percorso artistico, che non sia scandito da una scelta. La sua scelta è la musica. La musica per emozionarsi e emozionare, la musica per viaggiare, la musica per denunciare, per dire da che parte stare, per amare, per lasciare,  la musica per guadagnarsi il pane.
Non è scontato per chi come lei arriva dalla provincia napoletana, non lontana da quelle Vele e dalle “case celesti” finite sulle cronache di tutto il mondo, cresciuta in una famiglia sana e “normale” che l’ha fatta studiare ma che non avrebbe mai potuto consentirle ( e lei non l’avrebbe mai accettato), la musica come hobby. Comincia a studiare musica e canto all’età di 15 anni e nel frattempo va al liceo e poi all’università, frequentando la facoltà di psicologia. Negli anni Assia riesce ad introdursi in diversi contesti musicali come cantautrice, interprete e frontwoman di diverse formazioni. Dopo la laurea in psicologia  si dedica completamente alla musica.  Così quando tutti dicevano “Ah canti? E come lavoro invece?”. Oppure quando difronte a compensi da fame: “Devi accontentarti… d’altronde è visibilità”, lei si è rimboccata le maniche: consegue a pieni voti la laurea specialistica in musica jazz al conservatorio di Napoli e lavora a ben cinque dischi, quattro di impronta jazz che l’hanno portata a calcare le scene di importanti festival di settore e l’ultimo “le stelle sono rare”, con un progetto tutto al femminile, la band “Mujeres Creando”. Con questo gruppo ha fatto concerti in tutta Italia e anche all’estero. Grazie al testo scritto proprio da Assia, del brano “E je parlo ‘e te”, una poesia delicatissima sul tema dell’omofobia, le Mujeres Creando si aggiudicano il premio social web del  contest di Amnesty International, Voci per la Libertà.
E proprio lei, a Rosolina mare (Rovigo) durante il concertone organizzato da Amnesty fa una cosa che lascia tutti senza fiato: durante l’esecuzione di “E je parlo ‘e te”, impugna un foglio e comincia a scandire dei nomi. Una litania durissima che spezza la poesia di un brano cantato con intensità e dolcezza e costringe tutto il pubblico a fare i conti con il tema dell’omofobia. I giornali parlarono di quella esibizione così emozionante ma non era certo la prima volta che i media si occupavano del suo lavoro. Il settimanale “Sette” del gruppo rcs – Corriere della sera, in una recensione scrive di lei:  “Una voce che gioca, uccide e salva, quella di Assia Fiorillo, domina con leggerezza le variazioni e ti porta su e giù tra le pieghe di una storia”.
E anche Fanpage, in un articolo pone l’accento, sulla scelta, (sì, ancora una volta una scelta) di mettere la sua arte concretamente a disposizione di cause importanti: “Il mediterraneo, l’amore per il cantautorato, le atmosfere gipsy, il jazz il sud America e una forte impronta sociale che si sviluppa anche al di fuori dei testi delle canzoni”.
E infatti Assia partecipa al progetto “Terroni Uniti”, cantando canzoni su temi ambientali e riscatto sociale ed esibendosi al fianco di tanti artisti tra cui Eugenio Bennato e 99 Posse, sui palchi di tutta Italia, compreso quello ambitissimo della sua città, Napoli, in Piazza del Plebiscito.
Anche al compleanno del disco delle Mujeres Creando ha voluto dare un segnale invitando al concerto-evento due migranti, una giovane donna vittima di tratta e un ragazzo, a cantare e suonare con lei mettendo in compartecipazione sogni, speranze e culture.
Per Assia è il momento di fare di più ed è pronta per un progetto musicale tutto suo al quale sta lavorando. Anche con questo progetto sceglie. E ancora una volta quando nessuno se l’aspettava, forse nemmeno lei. E’ un percorso artistico di nuovo non semplice… ma meglio prendere in mano la propria vita e far succedere le cose che stare a guardare mentre accadono. Il progetto ha una linea editoriale particolarissima. Se da un lato mette in campo una musica raffinata, sofisticata ma allo stesso tempo pop, con testi di impegno civile e di sentimento, dall’altro lato vuole provare a realizzarlo coinvolgendo talenti che abbiano messo a disposizione il loro lavoro e la loro professionalità per provare a cambiare quello che non va. Un linguaggio che con naturalezza riesce a diventare popolare, grazie ad arrangiamenti che mischiano generi apparentemente inconciliabili come jazz, funky e pop e che sanno valorizzare le storie raccontate di volta in volta nelle canzoni. Un progetto che è in linea con un percorso che il Corriere della sera, a proposito del testo di una canzone scritto da lei, ha sintetizzato spiegando che “in tempi di equilibrismi è la musica a farsi avanti e a raccontare  storie e nomi che anche nelle cronache restano troppo spesso anonimi” aggiungendo che in questo caso lo fa con la voce di una artista come Assia che canta “col sangue e con il sogno e che poi spietata, ti trafigge”.